Turin P., M. Zanetti, M. F. Bilò, B. Grava Vanin, L. Ruggieri
Quaderni ETP - Journal of Freshwater biology, n.28/1999, pp.17-22.
Risultati dei ripopolamenti con trota fario nelle
acque della provincia di Teramo
(Abruzzo, Italia centrale).
Results of brown trout restocking in rivers of the Province of Teramo
(Abruzzo, Central Italy)
>>
scarica l'articolo (251 Kb) 
Riassunto. Una serie di indagini, basata su metodi strettamente
quantitativi, è stata effettuata in vari corsi d'acqua della
Provincia di Teramo (fiumi Tordino, Vomano, Zingano, Ruzzo, Fiumicello,
Vezzola) al fine di valutare i risultati ottenuti dal ripopolamento
con salmonidi di allevamento commerciale di varia taglia e pezzatura
(trotelle fario cm 9-12 e adulto taglia 22-25 cm). L'immissione
del materiale ittico è avvenuta nel mese di Novembre 1995;
i campionamenti di controllo sono stati effettuati a distanza di
3 e 15 mesi dalla data di immissione. Per quanto riguarda il novellame
si notano tassi di sopravvivenza a tre mesi oscillanti fra un minimo
del 10% ad un massimo del 90% dei soggetti immessi; i tassi di sopravvivenza
tendono a divenire tanto più bassi quanto maggiore risulta
la densità di trote selvatiche presenti nell'area oggetto
di immissione. A distanza di 15 mesi dalla data di immissione del
novellame i soggetti reclutati nella seconda classe di età
variano fra il 4 ed il 21% dei soggetti immessi. Per quanto riguarda
l'immissione di materiale adulto si sono rilevati tassi di sopravvivenza
compresi fra 60 e 70% a 3 mesi e prossimi allo 0 a distanza di 15
mesi dalla semina. Le conclusioni che si possono trarre da questa
ricerca sono tali quindi da mettere in forte dubbio la reale efficacia
dei ripopolamenti salmonicoli effettuati con materiale ittico di
produzione commerciale.
Summary. A series of surveyings, based on quantitative
methods, has been carried out in several runnig waters of the Province
of Teramo (rivers Tordino, Vomano, Zingano, Ruzzo, Fiumicello, Vezzola).
The research's aim was the estimation of the results obtained by
river restocking with breeded brown trout of two different sizes
(cm 9-12 and cm 22-25 cm). The control samplings have been carried
out at a distance of 3 and 15 months from the date of restocking
(November 1995). The survival rates of young trouts (cm 9-12) after
3 months varied from a minimum of 10% to a maximum of 90%. The survival
rates become lower where greater was the density of wild trouts
in the same area. At a distance of 15 months the subjects recruited
in the second age class varied from 4% to 21% of the introduced
specimen.
The survival rates of adult trouts (cm 22-25) varied from 60% to
70% after the first 3 months and was near to 0% after 15 months
from restocking. The conclusions of the research put strong doubt
on real effectiveness of restocking made by breeded fishes.
Keywords: brown trout, restocking, breeded fishes, Abruzzo,
Italy
Introduzione. Questo contributo si propone come scopo una
oggettiva valutazione della efficacia dei ripopolamenti ittici operati
nelle acque correnti di "categoria A" della Provincia
di Teramo nel corso dell'anno 1995 e, più in generale, sull'utilità
dei ripopolamenti nelle acque a salmonidi. Nel corso di tale annata
l'Amministrazione Provinciale ha infatti provveduto alla semina
di trotelle fario (cm 9-12) e trote fario adulte (cm 22-25), in
quantità note con precisione, in alcuni dei corsi d'acqua
di maggior interesse alieutico. Lo studio riveste un buon grado
di interesse in quanto è noto il calcolo della densità
ottimale (e dell'opportunità) di semina sia sempre piuttosto
difficoltoso.
La quantità di pesci presenti in un corso d'acqua è
estremamente variabile ed è legata ad un insieme di fattori
ambientali e biologici tali che consentono di sostenere solamente
una determinata quantità di biomassa ittica. Semine di materiale
che comportino il superamento di questo determinato valore di soglia
non sortiscono in genere alcun effetto positivo in termine di resa
ma, al contrario, possono addirittura risultare controproducenti
creando uno squilibrio nella comunità ittica presente. Immissioni
sovradensitarie, potrebbero avere parziale giustificazione solo
in casi particolari, in zone degradate e/o di scarso interesse ambientale,
dove in concomitanza della stagione di pesca si potrebbero introdurre
pesci di taglia catturabile in numero consistente con il solo, chiaro,
intento di favorire l'esercizio dell'attività di pesca sportiva
(in questo caso anziché "ripopolamento" sarebbe
più corretto parlare di "immissioni").
Materiali e metodi. Lo studio dei popolamenti ittici è
avvenuto mediante utilizzo di "electrofishing"; per tale
operazione è stato utilizzato un elettrostorditore a corrente
continua pulsata e voltaggio modulabile (0.3-3 Ampere, 150-600 Volt).
I campionamenti sono effettuati a 3 mesi ed a 15 mesi di distanza
dalla data di immissione del materiale ittico (Novembre 1995). Tutte
le operazioni di campionamento ed analisi dell'ittiofauna sono state
di tipo conservativo ed al termine delle operazioni di misura tutti
gli esemplari catturati sono stati reimmessi nel corso d'acqua nel
medesimo sito di cattura. Per ogni esemplare catturato è
stata effettuata la determinazione della lunghezza (approssimazione
±1 mm) e del peso (approssimazione ± 1 gr). La stima
della densità di popolazione è stato ottenuta tramite
il metodo dei passaggi ripetuti (Moran e Zippin, 1958) dal quale
si stima N, numero totali degli individui presenti nel tratto
campionato, come
N = C/ (1 - Zn)
dove Z = 1-p; n = numeri di passaggi effettuati, C
= numero totale di individui catturati nei vari passaggi ripetuti;
p è invece il coefficente di catturabilità
della specie determinato come 1 - (C2/C1) nei casi, come
questo, dove i passaggi effettuati siano in numero di 2.
Le densità di semina sono state decise in modo arbitrario
dall'Amministrazione Provinciale.
Il calcolo della densità degli individui immessi è
stato eseguito sulla base dei rapporti della Polizia Provinciale
di Teramo che operato le semine distribuendo il materiale ittico,
omogeneamente ed in piccoli lotti, nelle aree interessate dallo
studio.
L'area e le caratteristiche dei siti di indagine. Le stazioni
di campionamento prescelte (8) sono state opportunamente posizionate
in relazione alla accessibilità dei siti e della conoscenza
esatta delle quantità immesse di materiale e localizzate
in due diversi bacini idrografici: il bacino del Tordino ed il bacino
del Vomano.
Nel bacino idrografico del Tordino sono state posizione cinque stazioni
di cui due sulla asta principale (rispettivamente nelle località
di Fiume e Valle San Giovanni), una sul fosso Rivoleto (loc. Fiume),
una sul torrente Vezzola (loc. Magliano) ed una sul torrente Fiumicello
(loc. Faieto); nel bacino del Vomano le stazioni individuate sono
state soltanto tre di cui una sull'asta principale (loc. Montorio),
una sul torrente Ruzzo (loc. Villa Piano) ed una sul torrente Zingano
(loc. Matriciola).
Le principali caratteristiche ambientali dei punti di campionamento
sono riportati in Tabella 1.
| stazioni |
|
Tordino 1 |
Tordino 2 |
Rivoleto |
Fiumicello |
Vezzola |
Vomano |
Ruzzo |
Zincano |
| altitudine |
m s.l.m. |
710 |
450 |
750 |
400 |
450 |
300 |
490 |
800 |
| larghezza alveo |
m |
8,1 |
12,3 |
5 |
5,3 |
4,9 |
6,8 |
6,4 |
11,2 |
| pool |
% |
20 |
20 |
30 |
30 |
30 |
20 |
20 |
40 |
| riffle |
% |
40 |
30 |
30 |
40 |
20 |
40 |
60 |
40 |
| run |
% |
40 |
50 |
40 |
30 |
50 |
50 |
20 |
20 |
| massi |
% |
80 |
70 |
60 |
40 |
40 |
40 |
60 |
60 |
| ciotoli |
% |
20 |
25 |
20 |
40 |
30 |
40 |
20 |
30 |
| ghiaia |
% |
0 |
5 |
20 |
20 |
30 |
20 |
20 |
10 |
| sabbia |
% |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
|
Tab. 1. Caratteristiche morfologiche dei siti di indagine
Tab. 1. Enviromental variables of sampling sites.
Le stazioni Vomano e Tordino 2 sono state interessate dalla semina
di materiale adulto (taglia 22-25 cm) tutte le altre da trotelle
giovani (taglia 9-12 cm).
Risultati e discussione.
I ripopolamenti con trotelle (cm 9-12). I risultati ottenuti
sono stati in genere scarsi come facilmente rilevabile dai dati
di densità relativi alla coorte in esame nei vari periodi,
riassunti in Fig. 1.

Fig. 1. Variazione della densità delle trote fario di classe
1995 nelle stazioni di studio.
Fig. 1. Variation of density of brown trout of 1995 year class
in sampling sites.
In alcuni casi (T. Tordino, T. Ruzzo, T. Zingano) i risultati sono
stati scadenti già dopo i primi tre mesi (Febbraio 1996)
con sopravvivenze inferiori al 20% del materiale immesso. Interessante
notare come in questi ambienti fossero già presenti buone
popolazioni strutturate di trota fario come si può notare
dai dati riportati in Fig. 2; si noti che in Fig. 2 non viene riportato
il contributo della classe 1+, in esame, già descritta precedentemente
in Fig.1.

Fig.2. Struttura di popolazione di trota fario nelle stazioni di
studio (classe 1+ esclusa). Febbraio 1996.
Fig . 2. Structure of population of brown trout in sampling sites
(except 1+ age class). February 1996.
In altri casi il risultato è stato inizialmente positivo,
con sopravvivenze a tre mesi elevate; in particolare nel Vezzola
si sono riscontrate densità addirittura superiori a quelle
di semina frutto di probabili spostamenti di individui provenienti
dalle zone site più monte o in alternativa di errate indicazioni
sulla densità iniziale di semina, nel Rivoleto sopravvivenze
dell'80% e nel Fiumicello del 90%. Nel corso dell'anno successivo
si è poi assistito, anche in questi casi, ad un tracollo
demografico.
A distanza di 15 mesi dalla semina (Febbraio 1997), con l'esclusione
del Tordino dove a causa della rovinosa (per i pesci) piena estiva
non è possibile fare oggettive valutazioni sui risultati
ottenuti, la densità degli individui di classe 2+, potenzialmente
reclutati dalla classe 1995 immessa, variava nelle stazioni di studio
da 0.02 a 0.09 ind/m2 con una resa variabile fra il 4% (t. Vezzola)
ed il 21% (t. Rivoleto) rispetto allo 0+ seminato.
Si sottolinea inoltre come questi dati si possano peraltro considerare
sovrastimati in quanto si è assunto arbitrariamente che tutti
gli individui della coorte 2+ fossero stati interamente reclutati
dal materiale immesso a novembre 1995.
In realtà, come si nota dai dati esposti in Fig. 3, in questi
ambienti avviene una buona riproduzione naturale come confermato
dal reclutamento di apprezzabili quantità di soggetti 1+,
in assenza di qualsiasi ulteriore ripopolamento nel corso del 1996;
nel caso del torrente Ruzzo è stato addirittura rilevato
un numero di giovani 1+ maggiore nel Febbraio 1997, senza ripopolamento
alcuno, che non nell'anno precedente.

Fig. 3. Densità di trota fario di classe 1+ nelle stazioni
di studio. Febbraio 1997.
Fig. 3. Density of brown trout (1+ age class) in sampling sites.
February 1997.
Ripopolamenti con trote adulte (cm 22-25). I risultati (Fig.
4), intesi come validità del metodo ai fini del ripopolamento,
sono stati assolutamente negativi come d'altra parte era logico
attendersi.

Fig. 4. Variazione di densità di trota fario adulta di immissione
nelle stazioni di studio.
Fig. 4. Variation of density of adult restocked brown trout in
sampling sites.
Nelle due stazioni di indagine considerate, a fronte di una consistente
immissione (0.086 ind/m2 nella stazione Tordino 2 e 0.066 ind/m2
nel Vomano) si nota come dopo un iniziale accettabile risultato,
con una permanenza media a 3 mesi dal lancio di circa il 70% dei
soggetti immessi, si sia verificato un successivo tracollo demografico.
A distanza di 15 mesi dalla semina in nessuna delle due stazioni
di controllo rimanevano soggetti adulti provenienti da quel lotto.
Appare quindi fin troppo ovvio dedurre che la totalità dei
soggetti immessi allo stato adulto viene prelevata, nella migliore
delle ipotesi, dall'attività di pesca o va incontro a morte
certa.
Interessante è inoltre notare come queste immissioni di materiale
adulto abbiano comportano anche degli effetti collaterali nei confronti
di altre specie ittiche presenti negli stessi tratti di fiume.
Nei casi in esame si nota infatti chiaramente (Figg. 5, 6) come
la presenza di trote fario di immissione (Febbraio 1996) comporti
un significativo spostamento di fauna ciprinicola in ambedue le
stazioni; si rileva infatti dai dati relativi al a Febbraio 1997
come, in assenza di ulteriori immissioni di trote, si registrino
aumenti di biomassa non salmonicola assai significativi, superiori
al 100% rispetto all'anno precedente.

Fig. 5. Variazione della biomassa ittica non salmonicola (anni 1996-97)
nelle stazione Tordino 2.
Fig. 5. Variation of non salmonid biomass (years 1996-1997) in
sampling site 2 on river Tordino.

Fig. 6. Variazione della biomassa ittica non salmonicola (anni 1996-97)
nelle stazione sul fiume Vomano.
Fig. 6. Variation of non salmonid biomass (years 1996-1997) in
sampling site on river Vomano.
Conclusioni. Da questa ricerca emerge in modo estremamente
chiaro come l'attività di ripopolamento delle acque a salmonidi
sia estremamente delicata e necessiti di una attenta valutazione
dei singoli casi prima di procedere alla stesura dei piani di ripopolamento.
In particolare è stato possibile osservare come negli ambienti
con presenza di popolazioni selvatiche di trota, strutturate e riproduttive,
le immissioni di materiale giovane abbiano sortito in genere scarsi
effetti e siano caratterizzate da rese decisamente scarsa già
a distanza di soli 3 mesi dall'immissione. Nei casi in cui invece
le semine siano state effettuate in ambienti con popolazioni meno
strutturate il risultato è stato inizialmente positivo per
poi crollare inesorabilmente nel corso dell'annata successiva.
Questo indica come i quantitativi immessi siano stati spesso eccessivi
per le capacità ittiogeniche dei corsi d'acqua interessati
e soprattutto come sia stata particolarmente efficace la competizione
naturale effettuata dai soggetti selvatici nei confronti del materiale
immesso.
Di conseguenza da questa indagine emerge chiaramente come il ripopolamento
con novellame possa risultare di qualche utilità solo in
quei casi in cui si sia effettivamente verificato il mancato successivo
riproduttivo e la conseguente effettiva scarsità di materiale
ittico nel fiume in relazione alle sue potenzialità trofiche
ed ambientali.
Per quanto riguarda la semina di materiale adulto, a prescindere
dalle considerazioni sulla correttezza ecologica e faunistica di
questo genere di immissioni, il risultato si può considerare
buono solo se inteso come garanzia di buona disponibilità
di pesci di taglia catturabile nel periodo di apertura della pesca.
In termini di ricostituzione faunistica queste immissioni non producono
infatti alcun risultato apprezzabile e sono quindi da considerarsi
assolutamente inutili.
L'utilità di questo genere di immissione, ammesso che si
possa considerare tale, va quindi ricercato sotto aspetti diversi.
Da altri punti di vista si può valutare in termini parzialmente
positivi il fatto che il prelievo alieutico nelle zone soggette
ad immissione di materiale pronta pesca risulti facilitato; ciò
attira in genere un buon numero di pescatori, solitamente quelli
meno preparati sportivamente, che in questo modo alleggeriscono
la pressione di pesca in altri tratti di fiume più pregiati
dove esistono popolazioni di trote selvatiche, più difficili
da catturare e, soprattutto, più importanti da salvaguardare
Bibliografia.
1. Ricker W. E. 1975. Computation and interpretation of biological
statistics of fish population. Bull. Fish. Res. Bd. Can. 191, pp.
382.
2. Turin P., Zanetti M., Bilò M. F., Ruggieri L. 1997. Verifica
dell'efficacia dei ripopolamenti a salmonidi. Relazione tecnica.
Provincia di Teramo, 50 pp
3. Turin P. & Bilò M. F. 1994. Dinamica di popolazione
di Salmo (trutta) trutta in un ambiente di risorgiva della Provincia
di Padova. Atti V° Convegno A.I.I.A.D., pp. 139-148
4. Zippin C. 1958. The removal method of population estimation.
J. Wildl. Mgmt 22: 82 - 90.
|